Facendo il medico dello sport mi rendo conto che c’è molta confusione sulla natura e…
Visite agonistiche: servono davvero?
Le visite agonistiche sono un punto di forza della medicina sportiva italiana: in pochi altri Paesi gli atleti vengono controllati con la stessa regolarità. Ma quanto sono efficaci queste visite per la prevenzione delle malattie cardiovascolari? Scopriamolo analizzando i dati di alcuni grossi Centri di Medicina dello Sport.
Lo studio del 2020: un anno di dati a Treviso
Nel 2020, uno studio condotto congiuntamente dalle università di Treviso e Padova è stato pubblicato sul British Journal of Sports Medicine. I dati raccolti presso il Centro di Medicina Sportiva di Treviso riguardano 5.910 visite mediche per idoneità agonistica, che hanno portato al rilascio immediato del certificato in 5.326 casi.
Gli atleti a cui sono stati richiesti esami di secondo livello sono stati 584 (9,8%), principalmente per sospette malattie cardiovascolari. Dopo le opportune valutazioni “solo” 88 pazienti (1,5%) hanno ricevuto una diagnosi di patologia cardiovascolare:
-
70 pazienti con patologie da monitorare, compatibili con l’attività agonistica;
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18 pazienti con patologie ad alto rischio, che hanno richiesto il diniego del certificato.
L’indagine familiare degli atleti sospesi ha permesso di diagnosticare precocemente altre 3 persone a rischio, non sportive.
I numeri su 10 anni di visite agonistiche
Tra il 2009 e il 2019, lo stesso gruppo ha analizzato 22.324 atleti sottoposti ad un totale di 65.397 valutazioni. Ricordiamo che trattandosi di Centri di Medicina dello Sport la maggior parte delle valutazioni sono state fatte su atleti di età inferiore ai 40 anni, ma nonostante questo il certificato è stato consegnato immediatamente in solo 59.569 casi, con quindi 5.828 atleti sospesi dall’attività agonistica (8,9% dei casi). Dopo le opportune valutazioni sono state fatte 403 nuove diagnosi di malattia cardiovascolare (0,6% dei casi), tra cui:
- 334 persone affette da patologie che non richiedono la sospensione dell’attività sportiva;
- 69 persone con patologie ad alto rischio che non hanno permesso il rilascio del certificato.
Visite agonistiche e prevenzione cardiovascolare
Dai dati emergono due punti chiave: innanzitutto, il rilascio dell’idoneità agonistica non è sempre immediato. In alcuni casi sono necessari approfondimenti, che, anche se non portano a una diagnosi, sono utili per garantire la sicurezza dell’atleta. In secondo luogo, tra gli atleti sottoposti a valutazioni più dettagliate, solo una piccola parte riceve una diagnosi di patologia cardiovascolare.
Tra gli atleti sospesi, la quasi totalità risulta un falso positivo, e solo 1 atleta su 20 tra quelli fermati presenta una patologia a basso-medio rischio, che richiede monitoraggio nel tempo ma che alla fine non costringe a sospendere l’attività sportiva. Solo 1 atleta su 1000 tra quelli sottoposti a visita agonistica riceverà la diagnosi di una patologia ad alto rischio di morte improvvisa, e dovrà quindi cessare l’attività agonistica.
Visti i numeri, serve davvero fare ogni anno la visita medico sportiva? Gli autori degli studi evidenziano che l’introduzione dell’obbligo di idoneità agonistica ha portato a una riduzione dell’88% delle morti improvvise tra giovani atleti. In Italia lo screening degli atleti agonisti ha abbattuto i casi di arresti sul campo da 3,6 ogni 100.000 atleti/anno a 0,4 ogni 100.000 atleti/anno, che sono comunque troppe ma sicuramente molte meno rispetto a quelle che avvengono in regioni del mondo dove questi controlli non vengono eseguiti.
Conclusioni
In tutte le campagne di prevenzione, i benefici spesso non si vedono subito. Per il singolo individuo può sembrare un piccolo controllo, ma su larga scala queste visite salvano letteralmente delle vite. Nel caso delle visite agonistiche, la prevenzione tutela soprattutto i più giovani, permettendo di individuare precocemente eventuali rischi cardiovascolari.
Sottoporsi a prevenzione significa anche affrontare costi più elevati e tempi di attesa maggiori per ottenere l’idoneità sportiva. Ma questa attesa ha un senso: ogni atleta viene visitato da un professionista che ogni anno valuta migliaia di persone, capace di distinguere con precisione i casi che richiedono approfondimenti mirati. In questo modo, la sicurezza non è lasciata al caso, e ogni controllo diventa un vero investimento per la propria salute.
Fonti
Vessella T, Zorzi A, Merlo L, Pegoraro C, Giorgiano F, Trevisanato M, Viel M, Formentini P, Corrado D, Sarto P. The Italian preparticipation evaluation programme: diagnostic yield, rate of disqualification and cost analysis. Br J Sports Med. 2020 Feb;54(4):231-237. doi: 10.1136/bjsports-2018-100293. Epub 2019 Jul 17. PMID: 31315826; PMCID: PMC7029244.
Sarto P, Zorzi A, Merlo L, Vessella T, Pegoraro C, Giorgiano F, Graziano F, Basso C, Drezner JA, Corrado D. Value of screening for the risk of sudden cardiac death in young competitive athletes. Eur Heart J. 2023 Mar 21;44(12):1084-1092. doi: 10.1093/eurheartj/ehad017. PMID: 36760222; PMCID: PMC10027466.

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